Finalmente il genio ha prevalso sulla sregolatezza: Juve, Rabiot è il tuo nuovo leader
- by Domenico Egiziano
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in Calcio a 11
Metà stagione e già a quota 6 reti e 2 assist tra campionato e champions, così il centrocampista francese ha già migliorato lo score di tutte le precedenti stagioni in bianconero e si è preso, una volta per tutte, la Juventus.
‘Genio e sregolatezza’. In questo modo veniva presentato l’identikit di Adrien Rabiot una volta tesserato dalla Juventus nell’estate del 2019, quando la Juventus era ancora la macchina da guerra che vinceva campionati su campionati e aveva da poco ingaggiato Maurizio Sarri come nuovo allenatore. Da allora sembra passata un’eternità, con questo lasso di tempo che ha visto crescere sempre di più l’ex Paris Saint Germain, che alla corte della Vecchia Signora non aveva cominciato nel migliore dei modi. Arrivato con grandi aspettative, per via di un ingaggio monstre e con sulle spalle la responsabilità di guidare la rivoluzione della zona nevralgica del campo, considerata l’età avanzata di Pjanic, Khedira e Matuidi, il box to box francese ha lasciato molto a desiderare in termini di prestazioni nella sua prima annata bianconera, con le critiche dei tifosi che non sono tardate ad arrivare. All’epoca sembrava proprio che la sregolatezza fosse di gran lungo più vistosa ed evidente rispetto al suo genio, comunque comparso già da allora, anche se in piccole dosi. D’altronde, se nonostante le critiche ricevute nei primissimi anni alla Juventus, il giocatore è sempre stato colonna portante di ogni allenatore avuto in quel periodo, da Sarri a Pirlo e Allegri, passando per Deschamps in nazionale, un motivo doveva pur esserci. Le caratteristiche non sono mai state banali: oltre 190 cm di altezza per oltre 85 kg, che lo hanno portato ad essere denominato ‘cavallo pazzo’ per via delle sue dirompenti progressioni palla al piede. Questo è quello che ha sempre sorpreso di lui, la capacità di abbinare velocità e agilità ad un corpo così imponente. Tuttavia, sotto la guida di Sarri e Pirlo, l’ex Psg non è mai riuscito ad imporsi nel migliore dei modi, ma la musica è iniziata a cambiare da quando sotto la mole è tornato Mister Massimiliano Allegri, colui che qualche anno prima aveva insistito per portarlo a Torino a parametro zero, salvo poi lasciare la Juventus per lo stupore di tutti.
Dicevamo dell’intesa con l’allenatore livornese, sotto la sua guida già la prima stagione era andata bene in termini di prestazioni, ma ciò che gli rimproverava il suo stesso coach era l’assenza di numeri importanti, che gli avrebbero permesso di consacrarsi come giocatore di livello internazionale. Consacrazione che arriverà nella stagione in corso, in cui Rabiot ha già segnato 6 gol e servito 2 assist, aumentando esponenzialmente i giri del suo motore. Ormai tutti si aggrappano a lui, tutti sanno che in campo andranno sempre lui e altri 10, e anche qui i numeri vengono in nostro aiuto per testimoniare ciò, in quanto il francese è uno dei giocatori con il minutaggio più alto della rosa di Madama sin qui.
Ormai possiamo quindi dirlo con certezza, grazie ad aver riempito notevolmente la casella del numero di gol e assist, e considerando che il tutto è avvenuto in un periodo complicatissimo della storia bianconera, ecco che Adrien Rabiot può adesso considerarsi senza ombra di dubbio il leader assoluto del centrocampo della Juventus e in generale uno dei leader dello spogliatoio, tant’è che spesso Massimiliano Allegri lo ha nominato capitano quando è mancato Danilo.
Un percorso lunghissimo, ma Adrien è arrivato alla meta e all’obiettivo: il genio ha prevalso sulla sregolatezza e adesso la nuova tappa è quella della partita con il Torino, dove Rabiot conta di dare un altro notevole contributo ai suoi per risalire la china di una stagione che si è messa in salita.